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Uno spartito pieno di errori, preso da un sito amatoriale, consegnato a tutti i liceali musicali d'Italia per la maturità. Il MIM minimizza, si contraddice e non annulla.

mondoscuola 2 minuti di lettura

Mi ero ripromesso di non parlare/scrivere dell’esame di maturità, ma davvero stanno succedendo cose mai viste prima, anzi: mai sentite prima. Esaminiamo quanto successo per la seconda prova ai candidati del liceo musicale.

La traccia della seconda prova, svoltasi il 19 giugno 2026, conteneva molti errori nello spartito proposto per l’analisi, alcuni piuttosto vistosi, come ad esempio note e accordi sbagliati. Si tratta dell’equivalente di una prova di italiano, analisi di un testo poetico, con un testo infarcito di errori grammaticali, falsi lessicali, stonature metriche.

A sollevare il caso è stato un maturando del Liceo musicale “Manzoni” di Latina che sul suo profilo social ha sollevato alcuni dubbi sullo spartito da analizzare, L’Ondine della compositrice francese Cécile Chaminade, dal momento che proprio dal confronto tra lo spartito e l’audio che alcuni hanno iniziato ad accorgersi degli errori. Il candidato ha individuato una ventina di errori rispetto all’audio mp3 fornito dal Ministero: alterazioni fuori posto, accordi modificati, ottave sbagliate e intere battute non aderenti alla fonte originale.

Diciamo che l’effetto di questo testo “dissonante” è facile da sintetizzare: sei ore di prova, una prova di teoria, analisi e composizione, uno spartito che dice una cosa, un audio dice un’altra. Ovvio che gli studenti potrebbero aver perso tempo, concentrazione e motivazione nel cercare di comprenderli, nel cercare di capire cosa non riuscivano a capire, cosa non tornava, non immaginando un errore nella traccia e magari maledicendosi per una loro mancata preparazione adeguata. Secondo inoltre la ricostruzione del maturando il testo dello spartito sarebbe stato preso da un sito poco affidabile …

ma lascio perdere tutta la ricostruzione dei fatti, l’analisi di alcuni direttori d’orchestra, i particolari più piccanti, le reazioni confuse e contraddittorie del MIM, perché sono ben sintetizzati in un articolo de IlPost.

La parte più sconcertante, mi sia concesso questo termine, è il livello di superficialità ed approssimazione con la quale si tratta la scuola, si trattano gli studenti, si tratta il personale scolastico: dietro le grandi fanfare propagandistiche, dietro i grandi disegni ideologici, la verità è che c’è un livello dilettantismo davvero insopportabile: lo abbiamo toccato con mano quando è stata varata la riforma degli istituti tecnici, con circolari, note, chiarimenti sempre più ingarbugliati e sempre più inutili se non per aumentare il livello di caos entropico.

Ma veramente ci meritiamo tutto questo?


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