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Valditara: social vietati ai ragazzi, ma non al ministero

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Pubblicato il 13 Ottobre 2026
Autore massideconca
Tempo di lettura 2 minuti

A metà giugno, a margine di un convegno in Senato sulle dipendenze, Valditara ha chiesto di approvare al più presto il disegno di legge che vieta i social ai minori di quindici anni, spiegando che i danni delle piattaforme sui giovani sono ormai evidenti e richiamando numerosi studi che il resoconto lascia anonimi. Il testo, fermo in commissione per mesi, era ancora in attesa dell’aula: la politica del divieto, per ora, è una politica dell’annuncio.

Intanto Domani racconta, nella rubrica Razza Poltrona, che l’ufficio stampa del ministro ha un nuovo ingresso: un ventiquattrenne, incaricato quest’estate, con 18mila euro lordi l’anno fino a fine mandato per progettare e realizzare contenuti destinati ai canali web e social del ministero. Il titolo del pezzo promette “spazio ai giovani” e una presenza social potenziata: più piattaforme, dunque, per parlare a quei ragazzi che le stesse piattaforme, secondo il ministro, danneggiano.

Intendiamoci: 18mila euro lordi non sono lo scandalo, sono il segnale. Si dirà che il divieto riguarda i profili degli under 15 e non le istituzioni che pubblicano, ed è vero: ma un ministero che investe sui social perché lì stanno i giovani applica l’argomento di chi i divieti non li vorrebbe, quello per cui il problema non è lo strumento ma l’uso, e che il ministro, proponendo il divieto, mostra di non condividere. Coerenza non pervenuta, ma niente di nuovo dal ministro che si comporta da dirigente scolastico d’Italia: la scuola è sua, i social pure, e le regole le scrive per gli altri.

Quando il divieto diventerà legge, il primo post del ministero sarà sicuramente quello che lo annuncia: peccato che i destinatari, per legge, non avranno l’account per metterci un like.


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