I nostri nemici hanno provato e testato ogni mezzo. Credevano di vederci soffocati, arresi. E invece eccoci qui, determinati e risoluti, con un piede nella staffa e pronti a combattere.
Questi quattro fronti di marcia lungo i quali abbiamo sfilato nascono dalla storia. Sono fronti di guerriglia. Questa imponente, colorata e patriottica manifestazione di oltre mezzo milione di abitanti dell’Avana è il Primo Maggio di Fidel nell’anno del suo centenario. È la risposta fragorosa dei lavoratori di tutta Cuba, che hanno riempito le strade e le piazze, dimostrando che esiste una Cuba socialista e antimperialista destinata a durare. Senza arrendersi, senza dimenticare la storia. Senza tradire la gloria vissuta.
Ecco perché il generale dell’esercito Raúl Castro Ruz è qui, alla guida del popolo, della capitale e di tutta Cuba, insieme alla generazione che continua la sua opera, difendendo la Patria con lealtà, convinzione e fermezza ideologica, con quel senso di importanza storica che Fidel definì nel concetto di Rivoluzione, proprio 26 anni fa. Nel XXI secolo, dove l’estrema destra e il neofascismo cercano di dominare senza opporre resistenza, noi riaffermiamo il nostro spirito Mambí e ribelle.
Contro ogni previsione, continueremo a difendere la nostra essenza e i nostri principi, alzando la voce in difesa della pace, della solidarietà e per un mondo in cui gli esseri umani, e non il capitale, siano il vero orizzonte.
Non siamo un popolo che attacca, che semina odio, fanatismo o scontro. Siamo un popolo nobile, con buone intenzioni, pronto a difendere le proprie conquiste. Mentre il mondo ricco accumula armi e costruisce muri, i popoli del Sud del mondo invocano un barlume di umanità.
Nel mezzo di questa tempesta, Cuba, isola di resistenza, continua a ergersi come un faro morale, senza eserciti da invadere, senza algoritmi digitali per mentire. Questo Paese ha inviato medici dove altri inviano bombe, ha offerto l’alfabetizzazione dove altri impongono l’analfabetismo funzionale e ha condiviso quel poco che ha dove altri accumulano ricchezze. La nostra arma più potente non è un missile, ma una coscienza, la certezza che un altro mondo, migliore, sia possibile.
Finché ci sarà un solo bambino cubano che impara a leggere, un solo medico in un villaggio remoto da qualche parte nel mondo, una sola voce che denuncia l’ingiustizia da quest’isola, Cuba rimarrà l’esempio che tanto preoccupa i suoi nemici storici. L’impatto del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti a Cuba ha raggiunto livelli senza precedenti negli ultimi anni. Il costo materiale e finanziario accumulato ammonta a miliardi di dollari e costituisce il principale ostacolo allo sviluppo del Paese.
Ma il tributo umano pagato, ora aggravato dal blocco energetico, è impossibile da quantificare. Il volto umano di questo soffocamento è la condanna più schiacciante di questo crimine. Per dirla senza mezzi termini e denunciandola pubblicamente, si tratta di una spietata punizione collettiva.
Tuttavia, nonostante tutte le previsioni di quella macchina da guerra, che include manipolazione dei media e linciaggio sui social media, nonostante tante limitazioni che cercano di soffocarci e costringerci ad arrenderci alle irrazionali minacce di guerra e morte, questo Primo Maggio conferma che siamo qui, che non solo resistiamo, ma creiamo, cresciamo e trionfiamo sulle avversità. Ogni giorno che passa è una vittoria per Cuba, una vittoria per la pace, e una nuova epopea si sta tessendo, ammirata da popoli dignitosi in tutto il mondo. Questa è la nostra trincea, questa è la risposta alla fine della storia proclamata da ideologi capitalisti superati.
La storia non è finita. Continuiamo a scriverla con i colpi di martello e con idee rivoluzionarie, usando le piattaforme digitali per difendere la verità e denunciare la barbarie. Questo è anche il nostro Girón, oggi e sempre.
Cari concittadini, in questi giorni, dal 19 aprile, abbiamo sentito l’orgoglio e l’impegno di apporre le nostre firme per la nostra patria. Noi cubani lo ribadiamo. Firmiamo per la pace contro il blocco, per il diritto allo sviluppo, che significa difendere la vita, per i sogni dei bambini, degli adolescenti e dei giovani, e per la storia dei nostri nonni e delle nostre famiglie.
Significa firmare contro la guerra, le bombe e la morte. Significa firmare affinché la ragione, la verità e la giustizia possano abbattere i muri. Significa difendere il cammino che abbiamo scelto, con tutti e per il bene di tutti, senza pressioni né minacce, con sovranità e indipendenza.
Per Cuba, insieme creiamo. Questo è il motto dei lavoratori e, guidati dalle priorità definite dal Partito, ci impegniamo nonostante le difficoltà nella produzione e nei servizi. E soprattutto, nella preparazione alla difesa della patria socialista, come ha affermato il nostro Generale dell’Esercito, per noi evitare la guerra equivale a vincerla, ma per vincerla evitandola, dobbiamo prepararci adeguatamente.
Versare fiumi di sudore è preferibile a fiumi di sangue. Ispirati dall’eredità del Comandante in Capo e dagli insegnamenti del Generale dell’Esercito, siamo chiamati da un’idea cardinale: la Patria si difende, anche con il fucile in pugno, se necessario.
Con queste convinzioni, continueremo a perseguire il nostro obiettivo di perfezionare e sviluppare l’economia, trasformare la matrice energetica e migliorare la produzione alimentare, cercando ogni giorno soluzioni più efficienti ai nostri problemi. Il Primo Maggio a Cuba sarà sempre un’autentica espressione di unità attorno alla Rivoluzione e al Partito. È una roccaforte della classe operaia internazionale e la prova vivente che i lavoratori sono l’anello essenziale nella costruzione della storia di un popolo che resta in piedi e combatte, che non si arrenderà mai e che è determinato a lottare fino alla vittoria.
Lunga vita ai lavoratori di tutto il mondo! Lunga vita! Lunga vita al nostro Comandante in Capo Fidel Castro Ruz! Lunga vita! Lunga vita al nostro Generale dell’Esercito! Lunga vita! Lunga vita alla Rivoluzione Cubana! Lunga vita!
Patria o morte!
Vinceremo!
Discorso di Osnay Miguel Colina, membro del Comitato Centrale del Partito e presidente del Comitato Organizzatore del XXII Congresso dell’Unione Centrale dei Lavoratori di Cuba, in occasione dell’evento principale del Primo Maggio, presso la Tribuna Anti-Imperialista José Martí.
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