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La fine del regime, di Alexander Baunov [Silvio Berlusconi editore, 2025]

alexander baunov
Categoria mangialibri
Pubblicato il 31 Marzo 2026
Autore massideconca
Tempo di lettura 2 minuti

Quando il 19 novembre 1976 Miguel Primo de Rivera y Urquijo sale sul podio delle cortes spagnole, i presenti hanno un brivido: Primo de Rivera infatti porta lo stesso nome del generale spagnolo che nel 1923 aveva dato vita ad un golpe militare incruento con il quale la Spagna abbandonava la monarchia parlamentare, per passare alla monarchia assoluta.

Dopo di che si apre per la Spagna la breve stagione della repubblica e quindi la lunga stagione del Caudillo, Francisco Franco, cioè di quella dittatura militare senza parlamento e senza monarchia, affermatasi grazie all’appoggio della Germania nazista e dell’Italia fascista. Siamo nel 1939: con Franco c’è un unico partito, la Falange, destinata a diventare Movimento nazionale; non c’è opposizione, non ci sono sindacati, non c’è libertà di stampa. Tutto inizia però con il generale Primo de Rivera. Cosa c’è da aspettarci dunque dal nipote Miguel, arrivato per prestigio e per lignaggio, degno erede di cotanto nonno, alle cariche più alte dello Stato? C’è da pensare ad un altro colpo di stato di stampo autoritario, proprio ora che il Caudillo è morto e Juan Carlos, il re ripescato dall’esilio, è stato individuato come suo successore? Il colpo di stato che sta preparando Miguel in realtà è molto più subdolo e sottile: è arrivato il momento che la Spagna volti pagina, che riprenda la fisionomia di una nazione democratica, è arrivato cioè il momento che le cortes spagnole votino per abolirsi. Una democratizzazione concordata.


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