Ieri il Comitato norvegese ha assegnato il Nobel per la Pace a Navi Pillay, giurista sudafricana di 85 anni, ex Alta commissaria Onu per i diritti umani e presidente della commissione d’inchiesta che nel 2025 concluse che Israele commette genocidio a Gaza (accusa su cui il Comitato dichiara di non volersi pronunciare, lasciandola ai tribunali); la motivazione parla di istituzioni internazionali sotto attacco e di diritto sopraffatto dalla politica di potenza.
Difficile immaginare una controprova migliore della risposta di Trump: ha ricondiviso su Truth il post di uno studio legale che parla di “vergogna irreparabile” e di una Pillay che odia America e Israele, ha rivendicato di aver risolto otto guerre e, poche ore dopo, il Tesoro ha annunciato sanzioni contro la Corte penale internazionale, con Rubio che vuole tagliarne le risorse e bloccarne l’attività. L’anno scorso Machado gli aveva regalato la propria medaglia: il Comitato ricorda che un Nobel non si trasferisce, e a quanto pare nemmeno si prenota.
E l’Italia? Finalmente batte un colpo, o quasi: è tra gli otto firmatari (con Canada, Danimarca, Germania, Francia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito) di una dichiarazione che esprime “sostegno incrollabile” alla Corte e si oppone alle sanzioni, e Tajani ribadisce al Messaggero di credere nella Cpi.
Era ora: nel febbraio 2025, quando 79 Paesi firmarono a sostegno della Corte, Roma non c’era. Il colpo, però, è in sordina: Tajani aggiunge che “non spetta agli Stati commentare” il Nobel, per cui si difende l’istituzione senza dire una parola sul premio, né su quel rapporto su Gaza che ha reso Pillay invisa a Washington e a Gerusalemme.
Il test vero arriva con i sei mesi di transizione prima che le sanzioni scattino e con l’Assemblea degli Stati parte di dicembre: una firma collettiva costa poco, un divieto di transazioni che può colpire anche le aziende al servizio della Corte molto di più.
Resta da capire se sia il coraggio di un governo che sceglie finalmente tra il diritto e l’alleato, o soltanto il galateo di chi firma in otto sotto la stessa riga.
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