Scuola pubblica e scuola statale: che cosa dicono gli articoli 33 e 34, la Costituente e Calamandrei nel 1950, e perché lo Stato deve rafforzarsi per l'equità.
Decreto sicurezza dopo Milano: nuovo reato per chi manifesta, genitori che pagano, imputabilità a 14 anni. Il codice penale risponde a una crisi economica.
Via Maestra 17 ottobre: la piazza non è un sintomo del malessere ma un'istituzione della democrazia, e il sindacato serve a organizzarla. Diritto e numeri.
Sfratti a Madrid, affitti congelati a New York, la Linke prima a Berlino: la casa è questione pubblica ovunque tranne che in Italia. Sánchez va le urne.
Vannacci rilancia classi differenziali e naja a scuola, Valditara a Rimini parla di "scuola della segregazione". Due registri, la stessa nostalgia per una scuola che separa invece di includere.
Il lunedì mattina del 23 marzo 2026 ha restituito ai palazzi romani un’estetica della disfatta quasi cinematografica: il silenzio di Palazzo Chigi interrotto solo dal fragore mediatico di quel "rave" democratico che il Governo aveva cercato, in ogni modo, di vietare o ignorare. Quello che doveva essere il coronamento della riforma Meloni-Nordio sulla separazione delle carriere si è trasformato in una debacle senza appello. Nonostante una vigilia trascorsa a sperare nell'apatia dei seggi…
C'è un'ossessione silenziosa che attraversa ogni singola riforma del ministro Valditara, come un filo rosso nascosto nel bouquet di fiori della propaganda: la convinzione — mai dichiarata esplicitamente, ma operativa in ogni decreto — che alcuni ragazzi debbano studiare e altri debbano lavorare, e che la scuola abbia il compito di stabilirlo il prima possibile. Non si tratta di meritocrazia. Si tratta di canalizzazione precoce. E la differenza è enorme. Il problema che la riforma non vuole…