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Il demone a Beslan, di Andrea Tarabbia [Bollati Boringhieri 2021]

Il demone a Beslan
Categoria mangialibri
Pubblicato il 17 Agosto 2026
Autore massideconca
Tempo di lettura 2 minuti

Marat Bazarev e Shamil sono su una collina, si nascondono: i soldati russi possono arrivare da un momento all’altro e per loro sarebbe la fine perché sono capaci di tutto, di ogni atrocità, di lanciare granate nelle case per stanare i ceceni, di incendiarle, di torturare uomini, donne, bambini ed animali, di violentare corpi esanimi, di strappare vite per puro divertimento.

Ma alla fine Marat e Shamil decidono di andare a vedere cosa sta succedendo nel loro villaggio: all’orizzonte ci sono inquietanti colonne di fumo che non fanno presagire nulla di buono, e questo lo sanno. Attraversano le strade deserte del loro villaggio, dove incontrano soltanto corpi di animali dilaniati. Diventano sempre più guardinghi: Marat cammina con la testa di una forca nella cintura, Shamil invece imbraccia un fucile. Rasentano i muri, anche se il villaggio sembra l’ombra di quello che era. Arrivano alla casa di Marat: il respiro sembra fermarsi. Il gatto crocifisso sulla porta d’ingresso è un presagio nefasto che si concretizza nelle pozze di sangue ormai secche, miste di polvere e sudore. La cucina, le camere sono sottosopra. La stanza della sorella è la scena di un orrendo crimine: il materasso è interamente ricoperto di sangue e di chiare tracce di sperma. L’hanno picchiata e violentata, probabilmente sotto gli occhi del padre e del fratello. Marat non ha lacrime che scendono dal suo viso, solo rabbia che gli esplode nelle mani che dilaniano il materasso. Non c’è più nulla di umano. Uno sguardo di pietà ai resti del gatto, poi come degli automi di dirigono verso la casa di Shamil dove sanno già cosa li attende.


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