La Podolia è una regione che, nel 1752, è incastonata fra la Russia, la Polonia, la Moldavia e l’Ucraina. Elisha Shorr è il rabbino più noto a Rohatyn, borgo vicino Lublino e poco distante dal castello di Kamieniec, noto per la sua biblioteca, per la sua sapienza e la sua saggezza. In quei giorni ospita parenti e amici che sono giunti da lontano per il matrimonio di uno dei suoi figli.
Ma c’è un problema: Asher Rabin, il medico di famiglia, esce dalla stanza con una sentenza di morte, questione di ore e l’anziana Yente lascerà questo mondo. È stata una pazzia farla viaggiare, sottoporla a quello sforzo in quel momento di salute precaria. Elisha sa che sarebbe una sciagura celebrare un matrimonio con un morto, per questo si avvicina amorevolmente alla zia e le sussurra di resistere giusto il tempo di far terminare i festeggiamenti.
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Nessuno deve sapere della sua condizione, i bambini devono essere tenuti lontani, l’anziana donna deve risultare soltanto malata, ma non in fin di vita. Così fa Yente, entra in un profondo letargo nella stanza che accoglie cappotti, mantelli, pellicce: resta lì accucciata nel suo letto ed intanto pensa, ricorda, sogna, sogna anche sogni non suoi, sogni nei quali rivede e fa rivivere la storia del nuovo messia, Jakub Frank.
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