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Tempesta, di Mario De Pizzo [Luiss University Press, 2026]

oceano senza tempesta
Categoria letture
Pubblicato il 15 Ottobre 2026
Autore massideconca
Tempo di lettura 2 minuti

Nell’ottobre del 2025 il politologo statunitense Ian Bremmer, ritenendo importante condividere queste sue previsioni, basate su un’analisi puntuale dei movimenti diplomatici internazionale, pubblica una mappa dei possibili scenari geopolitici che potrebbero coinvolgere e sconvolgere gli equilibri mondiali.

La cartina presentata da Bremmer ricorda il tabellone del gioco del Risiko e illustra la spartizione dell’asse terrestre tra i leader Trump, Putin e Xi Jinping. Le tre sfere d’influenza sono così suddivise: Maga, dallo slogan “Make America Great Again”, comprende le Americhe, tutti territori colorati in rosso che fanno riferimento all’area di influenza di Trump; Putisan raggruppa Africa, Europa e Russia in un unico blocco blu, con al centro il simbolo della falce e martello e dovrebbe rappresentare la sfera di influenza e potenziale espansione o comunque controllo della Russia di Putin; Xi Taipei copre le regioni di Asia e Oceania ed indica la zona di influenza della Cina di Xi Jinping. Questa visione riflette la tendenza di Donald Trump a legittimare un ordine mondiale basato su zone di influenza dichiarate, purché non interferiscano con gli interessi di Washington. Tuttavia, una simile ripartizione segnerebbe, per l’Europa, la fine del concetto di “mondo libero” e la dissoluzione della Nato come alleanza tra democrazie. Questo spiega l’intensificazione di operazioni da parte di sottomarini nucleari a largo dell’Islanda, dato che il controllo del Giuk Gap, area strategica dell’oceano Atlantico settentrionale, è diventato vitale: per la Russia rappresenta l’unico varco per proiettare la propria potenza nell’Atlantico e minacciare le coste americane, mentre per l’Occidente è il bastione difensivo fondamentale per monitorare i movimenti nemici. Ci sono truppe da controllare, ci sono rotte economiche e commerciali da presidiare. Al momento ci sono circa 12.241 testate nucleari, di cui soltanto 10.000 sono custodite nei bunker, le altre sono armate su navi e sommergibili russi, cinesi, statunitensi, francesi, inglesi … l’epoca della de-escalation è finita: dopo trent’anni di diminuzione, il numero di testate nel mondo sta tornando ad aumentare…


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