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Inizio anni Cinquanta del Novecento. Fred Trump, uomo d’affari affermato e padre di Donald Trump, è solito frequentare le funzioni di Norman Vincent Peale presso la Marble Collegiate Church di New York: con lui c’è sempre anche il figlio. Il reverendo Peale ha un fascino magnetico: i suoi sermoni coinvolgono gli ascoltatori perché associano alla visione cristiana di Dio una forte carica motivazionale che li fa entusiasmare. Peale non coglie del cristianesimo l’aspetto escatologico, remissivo e…

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Inizio anni Cinquanta del Novecento. Fred Trump, uomo d’affari affermato e padre di Donald Trump, è solito frequentare le funzioni di Norman Vincent Peale presso la Marble Collegiate Church di New York: con lui c’è sempre anche il figlio. Il reverendo Peale ha un fascino magnetico: i suoi sermoni coinvolgono gli ascoltatori perché associano alla visione cristiana di Dio una forte carica motivazionale che li fa entusiasmare.

Peale non coglie del cristianesimo l’aspetto escatologico, remissivo e redentivo, né parla mai di peccati da espiare: il reverendo invita i suoi cristiani a focalizzarsi su quanto ritengono buono e giusto per loro, per il loro successo, ed a pregare perché si avveri. I pensieri non sono quindi che oggetti della nostra mente, la realtà stessa non è che il frutto della nostra mente, pertanto basta ripensare la realtà in base ai propri desideri e pregare fortemente che si realizzi perché quei progetti diventino realtà. Le parole del reverendo indubbiamente colpiscono il giovane Donald Trump che fin dall’inizio della sua prima campagna elettorale mette in chiaro di essere in grado, con la sua volontà, di poter modificare il caos, di avere una volontà ferrea di riportare l’America (ovvero gli Stati Uniti) ad un ruolo di primazia: del resto “America First” è il motto che William Regnery I, nonno di W. Regnery II, ultraconservatore, “realista razzista” e finanziatore del National Policy Institute (NPI), aveva usato negli anni Quaranta per tenere insieme un gruppo di influenti uomini di potere, dall’industriale Henry Ford all’eroe Charles Lindberg, contrari all’intervento contro la Germania nazista. La volontà dell’uomo, guidata dalle giuste preghiere e dai giusti ideali, può cambiare la realtà, a sua immagine e somiglianza. Questo è un mantra per Steve Bannon, consigliere di Trump, ma anche per Aleksandr Gel’evič Dugin, filosofo consigliere di Vladimir Putin.


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