Per fortuna arriva la telefonata di Minka: Milo può smettere di assistere al coito di Ronja con quell’uomo muscoloso e dedicarsi ad altro. Da quando ha scoperto di essere incapace di avere rapporti sessuali, per Milo e Ronja il piacere può arrivare solo da accoppiamenti con partner occasionali trovati su Tinder.
Milo però comincia ad essere insofferente: perché non può essere lui a portare Ronja ad un orgasmo? È il loro accordo d’amore quello di far fare ad un terzo uomo, ma comincia a stargli stretto, per questo è sicuramente meglio concentrarsi su altro. Prende la giacca e raggiunge la scena del crimine: una donna, completamente ricoperta di vernice bianca, giace nuda per terra, nella posa di una statua perfetta. C’è qualcosa di strano in quel crimine, qualcosa di malato: per questo l’ispettore Kalle Åvis ha deciso di ricorrere ad un esperto, Milo appunto. Il suo arrivo sulla scena del delitto non è ben visto dalla squadra di polizia, in particolare da Robbe, ma soprattutto cattura l’attenzione della stampa che già comincia a ricamare notizie sensazionali: c’è un nuovo serial killer a Helsinki? La ragazza sembra essere stata strangolata, né appaiono segni di violenza sessuale: soltanto l’autopsia potrà dare un responso più chiaro. Milo però non ha tanta voglia di seguire le indagini accompagnando Minka, investigatrice capo a cui è affidata l’indagine, dal medico legale, perché non è quello il momento per incontrare la dottoressa Liisa Markoff, sua madre. Eppure deve, perché lì potrebbe essere più chiaro il motivo del decesso; per cui a testa bassa, mentre la sua mente gli riporta le immagini della sua infanzia, si ritrova davanti al cadavere disteso sul tavolo dell’obitorio. In effetti la scoperta al termine dell’autopsia è importante: Liisa Markoff conferma che la vittima è stata uccisa per strangolamento e aggiunge, soltanto dopo la morte, le è stato messo in bocca un pezzo degli scacchi, un cavallo nero. Avrà forse qualche attinenza con la mappa di Helsinki divisa in 64 caselle ritrovata da Ibe, della squadra antidroga, durante l’interrogatorio di un piccolo spacciatore? O forse col messaggio che Kalle Åvis ha ricevuto qualche giorno prima: “Bxc6”? Per Milo inizia una ricerca contro il tempo di un assassino di cui ancora non ha chiaro il profilo.
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