Incontro Vanessa a margine di un evento del Festivaletteratura di Mantova 2025 incentrato su un tema molto accattivante: “VEDERE PER CREDERE. Dalle false notizie di guerra di Marc Bloch alla sfida dell’Intelligenza artificiale”. Ne scaturisce una chiacchierata fuori da ogni schema di intervista classica, che intreccia politica e pedagogia, informazione e censura, propaganda e ideologia.
Partiamo con la propaganda e la censura: qual è lo stato di salute dell’informazione oggi, per come lo vedi tu? Diciamo qual è il pericolo che stiamo correndo in questo momento?
La propaganda, intesa come l’uso dell’informazione per veicolare dei messaggi e quantomeno dei contenuti e anche delle finalità politiche in modo non dichiarato – perché ovviamente altrimenti è semplicemente comunicazione politica – ci circonda, essendo tutti quanti noi immersi in un universo transmediale nel quale abbiamo tanti mezzi di comunicazione a disposizione e difficilmente riusciamo ad avere strumenti per fare una gerarchia. Dentro questa mancanza di gerarchia delle informazioni e della loro veridicità, per l’utente chiaramente la possibilità di scambiare per semplici informazioni quelli che sono messaggi di propaganda è altissima. Lo vediamo dall’uso che di questi mezzi di informazione ha fatto Donald Trump negli anni, per esempio. Per quanto riguarda invece la censura, il discorso è più complesso e ancora di più io credo che si debba andare a vedere proprio le singole questioni concrete, come per esempio il provvedimento disciplinare preso recentemente contro Christian Raimo: secondo me è qualcosa di cui dobbiamo parlare, sul quale dobbiamo ragionare perché dobbiamo capire com’è stato possibile che sia successo. Chiedendoci anche perché non è diventata una battaglia dei sindacati e della politica, ma addirittura di tutti, perché cioè un simile accadimento non ha fatto scendere in piazza le persone: come è possibile che un insegnante si ritrovi solo di fronte ad una cosa come questa? Si tratta di un tema che riguarda tutti molto da vicino, bisogna riflettere su questo, non dobbiamo smettere di interrogarci.
Vanessa Roghi è scrittrice e ricercatrice “precarissima”, come ci tiene a sottolineare, ma soprattutto una profonda conoscitrice delle politiche scolastiche italiane. Incontro Vanessa a margine di un evento del Festivaletteratura di Mantova 2025 incentrato su un tema molto accattivante: “VEDERE PER CREDERE.
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