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Scritto dopo una lunga gestazione interiore, Contadini e signori è il romanzo con cui Thodor Kallifatides, scrittore greco emigrato e attivo in Svezia da anni, fa pace col suo passato, fornendo la sua versione della realtà

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La notizia dell’arrivo delle truppe naziste a Ialos, piccolo villaggio della Grecia, è un evento che scatena l’attenzione di tutta la cittadina: per le strade si affollano capannelli di persone, giovani e meno giovani, uomini e donne, tutti riuniti in un’unica nuvola di polvere da cui si solleva il grido: “Ecco che arrivano, ecco che arrivano”.

Sembra di essere tornati al 1926, quando a Ialos si attendeva il banditore del generale Kondylis che avrebbe riportato la notizia della restaurazione della monarchia, stavolta invece l’attesa è diversa. Ialos è un paesino tranquillo, ma non è immune dalle notizie dell’avanzata dell’esercito di Hitler: i giudizi sono discordanti, ma tutti sono curiosi di essere testimoni di questa novità. Tutti tranne David Kalin, un ebreo, e il vecchio Mousouris: il primo è assente per ovvi motivi, non ha molto da festeggiare, anzi sta già cercando una nave per mettere in salvo se stesso e la sua famiglia; il vecchio padron Mousouris invece non ha semplicemente intenzione di cambiare le sue abitudini; quindi, non intende proprio scomodarsi per accogliere nessuno, nemmeno se dovesse arrivare Hitler in persona lascerebbe il suo posto al suo solito bar. Perché Ialos è un piccolo villaggio, ma la vita si svolge in modo ordinato intorno a tre bar, tutti collocati nella piazza centrale, tutti rigorosamente destinati a clientele diverse. La piazza è infatti divisa in tre aree ben distinte, in modo che anche per i camerieri non ci possa essere nessuna apparente ambiguità: al centro c’è il bar dei proprietari terrieri; a destra, di fronte alla chiesa, c’è il bar dei notabili, avvocati, politici e appunto del vecchio Mousuoris; a sinistra, vicino al mattatoio, ci sono i cittadini senza terra e gli operai. Nonostante la divisione rigida, non tutti sono inclini a rispettarla: il maestro, Lolos il matto ed il prete non si sono mai posti il problema ed hanno sempre girato liberamente fra i vari tavolini. Però oggi tutti sono altrove, tutti sono in attesa: è il 22 giugno 1941 e si sta per scrivere una nuova pagina della vita di Ialos.


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